Più di 50 anni, un traguardo raggiunto e superato, un traguardo importante con una storia alle spalle prestigiosa, ma soprattutto costruita sull'imprenditorialità familiare, motore e forza delle Sorelle Ramonda. Il nome delle Sorelle Ramonda oggi è noto in Italia e all'estero grazie alla straordinaria capacità di questa famiglia di conciliare il lavoro e la famiglia, creando un legame sinergico che unisce tutti gli 80 componenti della famiglia. Un solo legame, un solo credo basato su fedeltà e lavoro.
La storia ha origine nei primi anni Trenta. Amelia Ramonda per dare una mano al marito agricoltore che lavora il suo unico campo, mette sù una piccola rivendita ambulante in un periodo dove la miseria regna sovrana. Amelia ha otto figli e uno spirito eccezionale. Con la sua cassettina porta-tesori, a piedi o in bicicletta va ovunque senza perdersi d'animo.Con questa determinazione e i risparmi riesce ad aprire a Roà una bottega. Un locale di pochi metri, ma finalmente un punto vendita fisso. Ed è il 1950. A mamma Amelia, un po' alla volta, si affianca la prima figlia Maria. Poi arriva l'altra figlia Ginetta, e poi sarà il turno di Giuseppe. I tre si danno da fare, il piccolo negozio non basta più, c'è bisogno di nuovi spazi, e allora, senza che nessuno di loro possa immaginare come sarebbe stato il futuro, arriva l'occasione della vita. I Ramonda vengono a sapere che in una piccola frazione dall'altra parte della provincia, ad Alte di "Montecchio Maggiore", qualcuno vuole vendere un negozio di scampoli e stoffe. In quegli anni ad Alte troneggiava la fabbrica Ceccato, anzi era stato proprio un imprenditore, Pietro Ceccato, un padre padrone che aveva saputo creare dal nulla nell'estrema periferia di Vicenza una grande fabbrica-comunità, a far sorgere il paese stesso, case e negozi, attorno alla fabbrica che si affacciava alla strada statale. Quell'area, allora quasi deserta, aveva per la sua posizione geografica tutte le potenzialita per diventare un importante crocevia di comunicazioni e richiamare insediamenti produttivi e commerciali.
Pietro Ceccato,seguendo la sua educazione per la fabbrica sociale, fa aprire un negozio di scampoli e tessuti di fronte allo stabilimento perché i suoi operai potessero andare a rifornirsi lì. Uno'ttima intuizione, ma la proprietaria del negozio decide di vendere il negozio che si chiama "Mamma Giggetta", Venuta a conoscenza di questa opportunità Maria va ad Alte e controlla l'inventario durante tutta la notte: le pezze sono delle rimanenze e Maria non si convince, decide di non acquistarlo più.E' il 22 giugno 1954:la storia pare fermarsi prima ancora di iniziare. Ma quando il destino decide, non c'è più nulla che lo ostacola: Gigetta ritorna sui suoi passi e sostituisce le vecchie pezze con scampoli veri, Nani il primogenito della covata Ramonda insiste e afferma che è un buon affare. Maria ricontrolla le stoffe, si ricrede e dice di SÌ. Il destino aveva vinto e per i Ramonda inizia l'epopea.
Da questa data per i Ramonda inizia il grande volo, un'incessante espansione.
Un giorno dopo l'altro. Le due sorelle, alle quali si è unito il giovanissimo Giuseppe, hanno il commercio nel sangue, sanno trattare con la gente, e la gente ritorna. Il passaparola è la vera forza: il negozio è all'insegna della democrazia, possono accedervi tutti, ricchi e poveri, professionisti e operai e intanto il giro aumenta grazie alla fidelizzazione e anche a quel boom economico che permette a Maria, Ginetta e Giuseppe Ramonda di introdurre sistemi di vendita che sanno cogliere le nuove esigenze del mercato.
Nel 1959 l'azienda si trasferisce e si ingrandisce ancora, sempre in via Stazione ma al civico 3. Ora i piani sono due, l' Emporio occupa tutto l'edificio e le vendite aumentano. La varietà sempre nuova di prodotti la qualità dei capi e delle collezioni, i prezzi che restano convenienti, incontrano sempre più il favore della gente. Così l'attivita si sviluppa ulteriorment: le prospettive si ampliano e il nome dei Ramondafuoriesce dai confini della provincia di Vicenza e del Veneto e diventa stretto anche l'edificio di via Stazione 3. Nasce così il grande complesso di viale Trieste, una struttura iniziale di 16 mila metri quadrati oggi arrivati a 27 mila, spazi enormi e luminosissimi grazie a una successione continua di vetrate.
E' il 1976.
Una nuova svolta.
L'offerta assume dimensioni estesissime, l'assortimento di confezioni, abbigliamento e arredamenti per la casa copre tutte le griffes del settore da quelle affermate agli emergenti. Nascono i corner-moda, gli angoli delle collezioni mirate.
Ma il marchio Ramonda non si ferma qui. Nasce la Spa. Nascono altre grosse realtà commerciali nel Veneto, in Friuli, in Lombardia, nel Lazio, perfino in Austria, in due diverse zone e in due maxistrutture di 12 mila metri quadrati ciascuno, a pochi chilometri da Vienna e da Linz. Oggi le Sorelle Ramonda hanno 31 stabilimenti, 1100 dipendenti e un fatturato di 260 milioni euro, con un impulso che nel 1999 riceve il riconoscimento dell' Uniocamere con il premio regionale per lo sviluppo economico del Veneto. E, intanto, arrivano le nuove generazioni. La dinastia prosegue nel terzo millennio. A Maria, Ginetta e Giuseppe si affiancano 80 fra figli e nipoti che portano in questa impresa moderna, decollata nella bottega di Rosà, nuova linfa di idee e di impulso. Il segretosta nell'unione esemplare di una famiglia che non ha mai tradito se stessa.
Più di 50 anni travolgenti, e un futuro appena iniziato che si vuole percorrere alla stessa velocità di questo mezzo secolo nel segno di mamma Amelia.
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